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Schede elettroniche: quali collaudi obbligatori vanno fatti?

Febbraio 23, 2022

Il collaudo delle schede elettroniche è una fase fondamentale, ed imprescindibile, volta a verificare che ognuna di queste schede rispetti le specifiche del progetto e, conseguentemente, che non presentino difetti di alcun tipo, garantendone l’elevata affidabilità. 

Ma come viene effettuata? Come prima anticipato, questo processo dovrà essere eseguito su ogni singola scheda, con l’ausilio di postazioni automatiche, in grado di minimizzare l’errore umano. 

La scheda elettronica viene collegata a un computer in grado di testare e calibrare gli ingressi, le uscite e i dispositivi di memoria della scheda stessa. Soltanto in seguito, viene verificata anche la funzionalità dell’interfaccia utente.

Oltre alla verifica di tutte le funzionalità, le schede elettroniche custom vengono lasciate in burn-in, ovvero accese per un numero di ore sufficienti con l’obiettivo di testare tutti i componenti critici.

Superato questo test, è necessario effettuare un secondo collaudo funzionale, a garanzia dell’elevato livello qualitativo raggiunto.

Durante queste operazioni è doveroso procedere step by step, evitando così il rischio di danneggiare il prodotto. Grazie al collaudo delle schede elettroniche, infatti, gli operatori possono ottenere i dati relativi al funzionamento di ogni componente delle schede elettroniche ed intervenire nel caso di problemi.

Quali tipologie di collaudo esistono?

Addentrandoci nello specifico, possiamo definire tre diverse tipologie di sistemi per il collaudo automatici di schede elettroniche assemblate.

Il collaudo In-Circuit di schede elettroniche, ad esempio, permette di verificare la presenza ed il corretto valore nonché la corretta saldatura di componenti come resistenze, condensatori, induttanze, trasformatori, diodi, zener, transistor, fet, circuiti integrati logici ed analogici. Si tratta di una fase che viene realizzata senza alimentare la scheda, a tensioni bassissime, al fine di rimanere sempre al di sotto della soglia di conduzione di un diodo. 

A questo proposito, la scheda viene contattata tramite appositi aghi posizionati su un piano affinché ogni nodo elettrico della scheda ne abbia almeno uno. Il piano viene inserito in una meccanica con una controparte che permette di esercitare una pressione uniforme sulla scheda, in modo da schiacciare tutti gli aghi.

Non accade lo stesso con il collaudo Funzionale che, normalmente, usa pochissimi aghi, posizionati sui connettori di ingresso e uscita della scheda, per verificare solamente la corretta funzione della “scatola nera”, applicando stimoli opportuni e verificandone, conseguentemente, le risposte.

Un sistema in grado di eseguire sia il collaudo In-Circuit che un collaudo Funzionale, inoltre, è sì funzionale, ma potrebbe riscontrare alcune complicazioni per ciò che riguarda la meccanica di contrattazione, che deve essere dunque in grado di avere una doppia corsa, in modo da premere a fondo per eseguire il collaudo In-Circuit, e una posizione intermedia più alta per eseguire il collaudo funzionale. 

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